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Influenza 2019

termometro su letto di pasticche

Picco finito: evitare il contagio in attesa delle allergie di primavera

Inizia la ritirata del virus influenzale ma non è ancora finita. Gli ultimi dati e come evitare il contagio.

E’ passato il picco dell’influenza, il virus influenzale inizia la sua ritirata ma si conta il numero degli italiani allettati durante questa lunga stagione. 6 milioni, finora, quelli contati oltre 95 decessi causati dalle complicanze legate al virus influenzale. I dati arrivano dal Sistema di Sorveglianza Epidemiologica dell’Istituto Superiore di Sanità.

Picco passato ma ancora molti casi

Durante l’ultima settimana monitorata, 11-17 febbraio, si sono registrati 663.000 casi, numero che sicuramente sarà ancora sceso nella settimana successiva.

La proporzione rimane però alta. Da ottobre 2018 sono state 516 le persone influenzate ricoverate in ospedale a causa di complicanze, tra cui 7 donne in gravidanza. Secondo Gianni Rezza, direttore del Dipartimento di Malattie Infettive dell’Iss: “Ciò è dovuto al fatto che quest’anno ha girato soprattutto l’H1N1, il virus di origini suine che aveva provocato la pandemia del 2009 e che è particolarmente aggressivo, soprattutto per gli anziani”.

In base ai dati i casi più gravi registrati riguardano soggetti con rischi preesistenti quali tumori, malattie cardiovascolari, diabete, malattie croniche respiratorie, 8 su 10 poi non erano vaccinati. L’andamento del virus influenzale si può controllare collegandosi alla pagina Influnet con i vari monitoraggi aggiornati.

Come evitare il contagio

In ogni caso, fino a che il virus non sarà del tutto debellato, cosa che avverrà a partire dalla metà di marzo o fino alla fine del mese di marzo, sarà sempre buona norma seguire le indicazioni per evitare il contagio, quale lavarsi le mani spesso, evitare luoghi affollati, portare la mano alla bocca quando si tossisce o starnutisce, seguire una dieta sana e bere molto. Va ricordato che a partire dalla primavera, terminata la stagione influenzale, a fare da padrone saranno le allergie e i virus parainfluenzali che si presentano spesso a fine stagione o in primavera.

Il caso della provincia di Treviso

Secondo quanto scrive Il Gazzettino, sembra che molti trevigiani si siano ammalati nonostante il vaccino. La copertura, insomma, non sarebbe stata sufficiente per evitare le complicanze. L’unità di Microbiologia del Ca’ Foncello avrebbe congelato 50 ceppi del virus H3N2 isolati da pazienti vaccinati.

Secondo Roberto Rigoli, direttore del dipartimento di Patologia clinica e responsabile della Microbiologia di Treviso “Vogliamo capire perché alcune persone vaccinate hanno sviluppato comunque l’infezione e capire se ci sono state delle mutazioni genetiche a livello locale o se è il vaccino che non ha garantito la copertura”.

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