Erbe e piante officinali

Melatonina

Proprietà, benefici e controindicazioni.

La melatonina viene comunemente considerata una sostanza naturale, e dunque sicura, tanto da poter essere utilizzata anche dai bambini che hanno difficoltà a dormire. Ma cos’è davvero la melatonina? Ormone, integratore o farmaco? Il suo diffusissimo consumo è legato al trattamento dell’insonnia di cui soffrono, oggi, più di 9 milioni di italiani e che è drasticamente in aumento anche nell’età pediatrica. Ma la melatonina è davvero sicura? Provoca effetti collaterali? E i bambini che ne fanno uso corrono qualche rischio? Cerchiamo di capire cos’è realmente questa sostanza e l’utilizzo corretto che se ne può fare considerando che il consumo di questo “integratore” è letteralmente esploso negli ultimi anni.

Che cos’è

La scoperta della melatonina risale a soli 50 anni fa, quando il dermatologo americano Aaron Lerner isolò questo ormone nella ghiandola pineale delle mucche. Ancora oggi la scienza sta raccogliendo dati per un corretto utilizzo di questa sostanza: oltre ai problemi del sonno sembra infatti che la sua azione sia efficace anche per contrastare le malattie degenerative e per il trattamento dell’invecchiamento.

La melatonina è un ormone secreto principalmente da una piccola ghiandola, l’epifisi, o ghiandola pineale. La luce è “il segnale” che comanda questa sostanza: quando lo stimolo luminoso arriva alla retina, viene trasmesso un segnale all’epifisi che ne inibisce la produzione. Al contrario il buio stimola la secrezione della melatonina: essa infatti viene secreta di notte. E’ un vero e proprio regolatore del ciclo sonno-veglia che segue il ritmo circadiano basato sull’alternanza del buio e della luce, generando così un effetto sedativo.

La melatonina aiuta la produzione anche di altre molecole quali la serotonina, la dopamina e gli oppioidi.

Le caratteristiche di questa sostanza la rendono però diversa da tutti gli altri ormoni che il nostro corpo produce.

E’ vero che la melatonina è un ormone secreto principalmente dall’epifisi, ma non solo: questo significa che anche altre ghiandole contribuiscono alla sua produzione, come l’ipofisi, la tiroide, le ghiandole surrenali, le gonadi, la retina e la mucosa intestinale. Inoltre se l’epifisi venisse asportata, la melatonina non scomparirebbe, come invece accade quando vengono tolte altre ghiandole endocrine che secernono ormoni. Questa sostanza infatti continua ad essere prodotta in base all’alternanza luce-buio. E’ chiaro, dunque, che una sua carenza può provocare insonnia.

I tempi di secrezione della melatonina

I neonati posseggono un livello bassissimo di melatonina, tanto che fanno fatica a riconoscere il giorno dalla notte. Questo ormone comincia ad essere prodotto con continuità solo quando è completa la maturazione della ghiandola pineale, ovvero intorno ai tre anni, periodo in cui si normalizza il sonno dei bambini.

In età adulta inizia un irreversibile processo di calcificazione dell’epifisi, con una conseguente diminuzione dell’ormone e anche delle ore di sonno.

Regolatore del sonno, ma non ipnotico

La melatonina è dunque un ormone necessario a regolare il ritmo sonno-veglia ma non può essere considerato un ipnotico come i sonniferi e le benziodazepine: è giusto considerare questo ormone come una sostanza ipno-favorente. Quando arriva il buio, la melatonina viene rilasciata provocando una sorta di rilassamento che favorisce lo “scivolamento” verso il sonno. La sua efficacia non è certo paragonabile a quella dei farmaci ipnotici ma, a differenza di questi ultimi, non genera fenomeni di assuefazione, né problemi di dipendenza.

Proprietà della melatonina

Questa sostanza viene utilizzata dagli adulti per combattere i disturbi legati al jet-lag e all’insonnia. Ma i problemi connessi al sonno non sono tutti uguali: c’è chi fatica ad addormentarsi ma poi riesce a concludere il riposo e chi, invece, si addormenta subito per poi svegliarsi nel cuore della notte senza riuscire a riprendere sonno.

Ideale per i gufi, ovvero per chi soffre di sindrome da fase di sonno ritardata

La melatonina si rivela particolarmente utile nella sindrome da fase di sonno ritardata, ovvero per quelle persone comunemente definite ‘gufi’: la sera non andrebbero mai a dormire, mentre al mattino fanno fatica ad alzarsi. In questi casi la somministrazione di questa sostanzaaccorcia i tempi di addormentamento.

Per le persone che si addormentano con facilità ma si risvegliano alle primissime ore del mattino, l’assunzione della melatonina risulta meno efficace.

Quando viene secreta nel momento sbagliato

Alcuni disturbi legati all’insonnia dipendono dallo sfasamento del ciclo di secrezione della melatonina. In questi casi è importante rivolgersi ad un medico esperto che, di solito, fa tenere al paziente un “diario del sonno” così da capire ed interpretare lo “sfasamento” della secrezione dell’ormone per intervenire di conseguenza.

Un deficit quantitativo di questo ormone è invece un’opzione abbastanza rara.

Jet-lag e melatonina

Come abbiamo anticipato, questa sostanza viene ampiamente utilizzata, con grandi risultati, nella cura del jat-lag, o sindrome da fuso orario. Questa sindrome si caratterizza per disturbi del sonno, mancanza di appetito, difficoltà digestive, nervosismo e irritabilità. La melatonina, in questi casi, riesce a sincronizzare l’orologio biologico interno con quello esterno, sfalsato e destabilizzato dal fuso orario.

La melatonina negli anziani

La somministrazione di questa sostanza si rivela utile anche negli anziani perché la sua secrezione si riduce con il progredire dell’età.

Nuove prospettive

Nuovi studi scientifici evidenziano il ruolo antiossidante e antitumorale della melatonina. Sembrerebbe soprattutto che questa sostanza sia in grado di ridurre molti effetti collaterali fastidiosi prodotti dai farmaci comunemente utilizzati nella terapia antitumorale.

L’insonnia e la melatonina nei bambini

Abbiamo detto che la melatonina viene secreta quando la ghiandola pineale ha raggiunto la sua maturazione. Questo processo dura circa 3 anni: molti bambini, infatti, prima di questa età hanno molti problemi legati al sonno.

Ma è possibile utilizzare la melatonina nei bambini? E’ sicura? Dai dati del progetto “Ci piace sognare”, condotto su oltre duemila bambini dalla Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale e dalla Società Italiana delle Cure Primarie Pediatriche, emerge che solo il 68,4% dei bambini di età compresa tra 1 e 14 anni dorme in modo adeguato. Sempre più spesso si ricorre alla melatonina anche per favorire il sonno dei bambini e nei soggetti con deficit dell’attenzione o autismo. Ma è un prodotto sicuro per i bambini? Non è facile rispondere a questa domanda in quanto non ci sono ancora dati scientifici sull’utilizzo di questa sostanza a lungo termine. La melatonina viene quindi utilizzata, nei bambini, solo per brevi periodi.

Ricordiamo che la melatonina non è un ipnotico e non dà fenomeni di assuefazione, né problemi di dipendenza, tipici invece degli ipno-induttori tradizionali. Per questo oltre il 30% dei neuropsichiatri infantili suggerisce questa sostanza nel trattamento dell’insonnia nei bambini e negli adolescenti. Prima di ricorrere alla melatonina o ad altri farmaci si suggerisce sempre ai genitori di curare quella che viene definita l’”igiene del sonno”: i bambini devono seguire rituali molto cadenzati e precisi, che creino le condizioni favorevoli per un riposo sereno.

Integratore e farmaco contro l’insonnia

integratore o farmaco contro l'insonnia

Prescritta come integratore per migliorare la qualità del sonno, la melatonina si trova in farmacia o in erboristeria sotto forma di compresse, sciroppi, tisane o, new entry, in versione spray. La melatonina da 1 mg è considerata un prodotto da banco mentre quella da 2 mg è classificata come un vero e proprio farmaco per il quale è necessario la ricetta del medico.

Tra le varie tipologie in commercio è meglio scegliere la melatonina pura, ovvero non associata a vitamine o altri estratti vegetali. Quella da 2 grammi è bene utilizzarla sotto la guida di un medico.

Sono infatti sufficienti uno o due milligrammi di melatonina per far impennare i valori ematici di questo ormone. Bastano però poche ore per far rientrare i valori nella norma. E’ possibile acquistare integratori in forma rapida che determinano un immediato picco di melatonina ed altri a lento rilascio (slow-release) che danno picchi inferiori ma prolungati nel tempo.

Solo il medico è in grado di decidere le modalità di assunzione, predilegendo l’una o l’altra formula. La melatonina non provoca comunque un rapido aumento della sonnolenza, ma un generale rallentamento delle varie funzioni dell’organismo che ben predispone all’addormentamento. Inoltre la melatonina non modifica la naturale alternanza e tempi delle fasi N-REM e di quelle REM, come invece avviene con i farmaci ipnotici.

Controindicazioni della melatonina

Se è una sostanza naturale possiamo dire che la melatonina non ha nessuna controindicazione? Assolutamente no. Non esistono studi scientifici che dimostrino l’assenza di effetti collaterali per dosaggi di melatonina assunti in tempi prolungati così come non vi sono controindicazioni per assunzioni della stessa sostanza per periodi brevi.

Nel trattamento dell’insonnia con alti dosaggi di melatonina (5 mg) non sono stati riscontrati effetti negativi sulle capacità psicomotorie e cognitive al risveglio.

Quando i dosaggi sono alti è comunque necessaria la ricetta del medico e la sua supervisione anche perché possono esserci interazioni con altri farmaci.

Tra gli effetti collaterali comuni abbiamo:

  • mal di testa
  • vertigini
  • sonnolenza durante il giorno.

Tra gli effetti collaterali poco comuni si segnalano:

  • tachicardia;
  • depressione
  • psicosi
  • disturbi del movimento
  • ipertensione
  • ansia
  • irrequietezza
  • secchezza delle fauci
  • debolezza
  • fenomeni infiammatori a livello cutaneo
  • ittero
  • malessere addominale
  • reazioni allergiche.

Tra gli effetti collaterali rari della melatonina, troviamo:

  • aumento o diminuzione del desiderio sessuale
  • variazioni dell’umore
  • svenimenti
  • diminuzione delle piastrine e del sodio ematico (cioè nel sangue)
  • sete anomala
  • crampi muscolari notturni.

Secondo gli esperti, dovrebbero evitare integratori di melatonina le donne in gravidanza o allattamento e coloro che sono affetti da allergie croniche o malattie immunitarie.

articolo preso da melarossa.it

 

 

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