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KAPPAPHYT 6

21,90

Indicazioni: Azione di potenziamento della terapia radiante, Azione coadiuvante la riduzione della crescita del tumore, Azione antiossidante, Azione immunostimolante,Azione antitumorale diretta sulle cellule neoplastiche.

Forma farmaceutica: 20 bustine da 4,5 gPeso netto 90 g

10 disponibili

COD: SKU 1242 Categoria:
Descrizione

KAPPAPHYT 6

Ingredienti: Grifola umbellata (Polyporus umbellatus Pers.) sporophorumBoswellia (Boswellia serrata Roxb.) gommoresina E.S. 65%Ashwagandha (Withania somnifera (L.) Dunal) radici E.S. 3%Vitamina C da Camu-camu (Myrciaria dubia Kunth McVaugh) fruttiQuercetina, MelatoninaVitamina K2 estratta da natto titolata in menachinoni

Modi d’uso:Una bustina da una a tre volte al dì, salvo prescrizione medica.


Avvertenze: 
Tenere fuori dalla portata dei bambini al di sotto dei tre anni. Non superare la dose giornaliera consigliata. Il prodotto va utilizzato nell’ambito di una dieta variata ed equilibrata e di uno stile di vita sano. Conservare in luogo fresco e asciutto, lontano da fonti di calore.

Tenore degli ingredienti caratterizzanti per dose giornaliera pari a una bustina

Componenti Bustina
Grinfola umbellata sporophorum 500 mg
Boswellia gommoresina E.S. 65% 350 mg
Withania radici E.S. 3% 300 mg
Vitamina C da Camu-camu 200 mg
Quercetina 100 mg
Melatonina 3 mg
Vitamina K2 titolata in menachinoni 25 mcg

 

Dinamica farmacologica

 

Grifola umbellata (Polyporus umbellatus Pers.) sporophorum
Il Polyporus umbellatus è un fungo commestibile appartenente alla famiglia delle Polyporaceae. Tale fungo è molto ricco in polisaccaridi, calcio, potassio, ferro, manganese, rame, zinco e contiene invece poco sodio. È considerato pertanto un diuretico naturale, risparmiatore di potassio.
Il Polyporus umbellatus mostra i suoi effetti terapeutici soprattutto in ambito urologico, nel trattamento delle infezioni delle vie urinarie e in quello linfatico, nelle malattie linfoproliferative e nei linfedemi post-chirurgici. Proprio per questa azione a tropismo elettivo sul sistema linfatico è particolarmente indicato nelle forme neoplastiche con tendenza alla metastatizzazione per via linfatica, quali quelle mammarie, prostatiche, polmonari e uterine. Il fungo presenta, inoltre, notevoli proprietà antitumorali in quanto in grado di inibire la replicazione del DNA delle cellule tumorali; tale azione ne giustifica la sua particolare efficacia nel trattamento del tumore polmonare e della leucemia; è stata segnalata, poi, la capacità di ridurre del 50% l’incidenza di recidive nel cancro della vescica. La Grifola umbellata è in grado di stimolare la reattività immunologica del paziente sottoposto a chemio e radioterapia, facilita inoltre, la detossificazione attraverso il drenaggio linfatico.

Boswellia (Boswellia serrata Roxb.) gommoresina E.S. 65%
La Boswellia è un albero originario dell’India da sempre utilizzato nella medicina ayurvedica. La droga è rappresentata dalla gommoresina mentre i suoi principi attivi sono costituiti da: acidi triterpenici penta ciclici, tra cui l’acido boswellico e ursolico, da un olio essenziale (composto da idrocarburi terpenici) e da polisaccaridi. Da sempre molto conosciuta per le sue importanti proprietà antinfiammatorie e analgesiche, già nella medicina tradizionale cinese veniva usata nel trattamento delle ulcere cancerose. Diversi studi, sia in vitro che in vivo, hanno evidenziato come la gommoresina raccolta dalla Boswellia sia efficace nel trattamento di processi infiammatori caratterizzati da un aumento nella produzione dei leucotrieni.
Recenti studi hanno dimostrato l’efficacia della pianta nel trattamento di lesioni neoplastiche cerebrali con risultati positivi sia dal punto di vista clinico che su quello della sopravvivenza, anche in associazione alla radio-chemioterapia. Alcuni acidi boswellici hanno documentato sperimentalmente, in vitro, un’importante attività antitumorale su cellule leucemiche e cellule di glioma. Interessanti sono anche gli effetti degli stessi nell’inibire le topoisoimerasi, enzimi che svolgono un ruolo fondamentale nell’impacchettamento e nella replicazione del DNA.
Un recente studio clinico ha messo in evidenza le proprietà antitumorali degli acidi boswellici grazie alla loro azione inibitrice piuttosto selettiva della 5-lipossigenasi, nonché l’effetto antiproliferativo e apoptotico sulle cellule HT29 del cancro del colon.

Ashwagandha (Withania somnifera (L.) Dunal) radici E.S. 3%
La Withania appartiene alla Famiglia delle Solanaceae; è originaria dell’India, Africa e alcune regioni del Medio Oriente. Nota anche come Ginseng indiano, è una pianta ampiamente utilizzata in medicina ayurvedica per le sue proprietà adattogene e toniche. Della pianta, si utilizza la radice, dalle proprietà antinfiammatorie, con azione protettiva sulle lesioni gastriche ulcerative indotte da aspirina, e per il suo effetto immunostimolante con efficaci implicazioni nel meccanismo psico-neuro-endocrino-immunologico. I suoi principali costituenti sono alcaloidi (withanina), oli volatili, tannini, acidi grassi e un gruppo di lattoni steroidei chiamati withanolidi.
È stato ampiamente sperimentato il suo meccanismo d’azione nella modulazione del ciclo riproduttivo cellulare con aumento dell’apoptosi di cellule tumorali, inibizione dell’angiogenesi, soppressione del NF-KB. Esperimenti effettuati in caso di tumori al seno e allo stomaco hanno rivelato un importante aumento dei parametri immunologici, specialmente per ciò che riguarda la produzione di IL-1e TNF nonché di interleuchine che stimolerebbero a loro volta la produzione delle cellule Natural Killer. Per questa sua azione si è rivelata interessante la possibilità di associare l’uso della Withania alla radioterapia e/o chemioterapia, (ciclofosfamide, paclitaxel e doxorubicina). In quest’azione di potenziamento è stato rilevato l’aumento delle citochine (interferone-y, IL-2 e macrofagi GM-CSF), la riduzione del TNF-a, nonché una riduzione della neutropenia da paclitaxel e una diminuizione della tossicità sia a livello cardiaco che delle vie urinarie. È stato dimostrato il suo effetto preventivo sulla leucopenia da radioterapia con benefici a livello psico-endocrino-immunologico in pazienti oncologici in trattamento chemioterapico.
Da studi su animali è emerso che l’associazione di Withania alla radioterapia ha mostrato una migliore riduzione del tumore, una riduzione della crescita e un aumento del tempo di sopravvivenza rispetto agli animali che ricevevano solo la radioterapia.

Vitamina C da Camu-camu (Myrciaria dubia Kunth McVaugh) frutti
Il termine vitamina C comprende due composti e i loro relativi sali: l’acido L-ascorbico e l’acido L-deidroascorbico; essa rappresenta un nutriente essenziale per l’uomo, e lo scorbuto è la principale espressione patologica della sua carenza, con sintomi che comprendono gengive infiammate e sanguinanti, petecchie, ecchimosi, ipercheratosi follicolare, debolezza dei capelli, emorragie perifollicolari, alterazione del processo di guarigione delle ferite, occhi e fauci secche, artralgia, debolezza muscolare, mialgia, affaticamento, predisposizione alle infezioni, anemia, anoressia, diarrea, problemi a carico di reni e polmoni. La vitamina C possiede attività antiossidante, anticancerogena, antipertensiva, antivirale, antistaminica, immunomodulante e protettiva per la vista e per le vie aeree. Gli effetti anticancerogeni della vitamina C possono essere spiegati attraverso la sua attività disintossicante e antiossidante. Essa svolge azione chelante verso metalli pesanti quali il piombo e altre sostanze chimiche. La vitamina C è in grado di prevenire la formazione di composti cancerogeni come le nitrosamine negli alimenti e nel tratto gastrointestinale e può detossificare da mutageni e cancerogeni chimici, quali l’antracene, il benzopirene, i pesticidi organoclorurati e i metalli pesanti.
L’uso della vitamina C, in quanto capace di limitare il danno ossidativo al DNA, è particolarmente raccomandato nel trattamento di malattie croniche e degenerative, sia per l’azione antiossidante diretta che per far fronte ai danni di terapie aggressive quali la radio e chemioterapia; numerosi studi infatti indicano che l’uso di questa vitamina non solo protegge le cellule sane dagli effetti tossici delle terapie anticancro, ma che combatte le cellule cancerose stesse.

Quercetina
La Quercetina appartiene alla famiglia dei flavonoidi e si trova in molte sostanze vegetali soprattutto nelle cipolle, vino, Tè verde e erba di San Giovanni. Tale sostanza svolge un’importante azione antiossidante, antinfiammatoria, immunomodulante, antivirale e gastroprotettiva. È un antiossidante naturale con elevate capacità di bloccare i radicali liberi; essa svolge un ruolo protettivo nei confronti dei ROS che si generano in seguito alle radiazioni UV. La Quercetina è considerata da molti autori una molecola con potenziale attività chemiopreventiva. Si intende, con questo termine, la capacità che hanno le molecole naturali o sintetiche di bloccare o invertire il processo di trasformazione di una cellula normale in tumorale. Un agente chemiopreventivo, rispetto a un farmaco chemioterapico, va assunto per lunghi periodi e a bassi dosaggi in quanto deve essere privo di effetti collaterali. Queste sostanze, come già detto, agiscono per lo più da antiossidanti, contrastando gli effetti deleteri dei radicali liberi sulle cellule dell’organismo e modulando l’attività di numerosi enzimi responsabili della detossificazione da sostanze cancerogene assunte dall’esterno (nell’ambiente, attraverso l’alimentazione, ecc.). Molti studi dimostrano la capacità della Quercetina di bloccare la crescita di cellule tumorali. I dati sono ancora più incoraggianti se si considera la bassa tossicità della molecola. Alcuni tumori, e tra questi diverse leucemie, sono resistenti sia alla normale chemioterapia sia a farmaci pro-apoptotici in fase sperimentale. Su un ampio spettro di linee cellulari derivate da leucemie umane è stato dimostrato che la Quercetina è in grado di “sensibilizzare” tali cellule all’azione di farmaci pro-apoptotici. Più in dettaglio, la Quercetina “predispone al suicidio” indotto da farmaci pro-apoptotici, che in assenza di Quercetina sono assolutamente inefficaci nei confronti delle stesse cellule. In aggiunta, uno studio parallelo attualmente in corso, su cellule di pazienti affetti da leucemie mieloidi e linfoidi, conferma l’attività sinergizzante della Quercetina quando è associata a farmaci antitumorali.

Melatonina
La Melatonina viene sintetizzata dalle cellule della ghiandola pineale (epifisi). Il precursore della sintesi dell’ormone è l’aminoacido essenziale L-triptofano. In questa sintesi, L-triptofano viene metabolizzato a 5-idrossitriptofano, da cui deriva la serotonina. Quest’ultima viene poi convertita a Melatonina in un processo a due fasi che avvengono nella pineale. La Melatonina regola i ritmi circadiani; essa possiede attività antiossidante a dosi farmacologiche elevate; si è dimostrata in grado di esercitare attività inibente l’apoptosi di cellule immunitarie.
È stato molto dibattuto il ruolo della Melatonina nella terapia oncologica e, dopo un ostracismo iniziale, recentemente molti studi e sperimentazioni ne rivalutano l’utilizzo soprattutto per le sue proprietà: oncostatiche, di riduzione dell’angiogenesi, antiossidanti, di modulazione del sistema endocrino e immunitario. Sempre più spesso, oggi, viene associata a trattamenti chemio e radioterapici, e, grazie al suo potenziamento, di frequente sembra notarsi una riduzione nella crescita neoplastica, nel prolungamento della sopravvivenza e nel miglioramento della qualità della vita. Questi effetti possono essere giustificati dal fatto che, essa rappresenta una terapia endocrina sostitutiva che corregge la deficienza pineale correlata al cancro, svolge un’attività antitumorale diretta dovuta ad un’azione anti-proliferativa e di attivazione immunitaria specifica (accrescendo in particolare l’attività e il rilascio dell’IL-2 dai linfociti TH1 e la stimolazione della secrezione dell’IL-2 da parte delle cellule dendritiche), possiede proprietà antiossidanti, anticachettiche e trombocitopoietiche.

Vitamina K2 estratta da natto titolata in menachinoni
La Vitamina K è un termine per identificare, in effetti, un gruppo di sostanze, contenenti la struttura ad anello 2-metil-1,4-naftochinone, esercitanti una attività emostatica. Queste sostanze sono state identificate nelle verdure a foglia verde, nei semi di canapa e nel cibo a base di pesce o fegato. Oltre al suo ruolo fondamentale nell’emostasi, la vitamina K svolge attività antiosteoporotica, antiossidante e anticancerogena.

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