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PRODEMICOS

28,50

Indicazioni: Preparato ad azione di potenziamento delle difese immunitarie e ad azione antimicotica nelle infezioni fungine intestinali con particolare riferimento al genere Candida.

Forma farmaceutica: 6 Flaconi da 15 ml

10 disponibili (ordinabile)

COD: SKU 1543 Categorie: ,
Descrizione

PRODEMICOS

Ingredienti: Colostro bovino, Arabinogalattano da Larix occidentalis Nutt., β-D-glucano da Saccharomyces cerevisiae, Crespino (Berberis vulgarisL.) cortex ex radicibus, Pau D’Arco (Tabebuia avellanedae Lorentz) cortex.

Modo d’uso: Una fiala a settimana.

Avvertenze: Tenere fuori dalla portata dei bambini al di sotto dei tre anni. Non superare la dose giornaliera consigliata. Il prodotto va utilizzato nell’ambito di una dieta variata ed equilibrata e di uno stile di vita sano.

Tenore degli ingredienti caratterizzanti.
Valori medi per 100 ml e per dose
Componenti Per 100 ml Per dose
Crespino 15 ml 2,25 ml
Pau D’Arco 15 ml 2,25 ml
Dinamica farmacologica

Colostro bovino
Il colostro è la sostanza prodotta dalla ghiandola mammaria nelle prime 48-72 ore dopo il parto che, grazie alla sua particolare composizione, garantisce la sopravvivenza a molti mammiferi neonati. Negli ultimi anni, è stato sperimentato che la somministrazione nell’uomo di colostro bovino (di composizione molto simile a quello umano), ricco tra l’altro di molte molecole biologicamente attive quali anticorpi, molecole ad azione antimicrobica, ormoni e fattori di crescita, permette di migliorare la funzione immunitaria del soggetto nonché la crescita tissutale. In particolare è stato dimostrato che le oltre 20 tipologie di anticorpi presenti nel colostro, nonché il suo contenuto in lattoferrina, lisozima e lattoperossidasi, aiutano l’organismo a respingere virus, batteri e funghi quali ad esempio: E. coli, Salmonella sp., Rotavirus, Candida sp., Staphylococcus sp., Streptococcus sp., Helicobacter pylori. Diversi ricercatori hanno anche segnalato che oltre alle immunoglobuline il colostro sembra contenere un fattore in grado di rinforzare un sistema immunitario poco attivo, mentre tende ad equilibrare un sistema immunitario iperattivo.

Arabinogalattano da Larix occidentalis Nutt.
Diversi studi hanno dimostrato che nella corteccia del Larice sono presenti fibre alimentari solubili costituite esclusivamente da arabinogalattani. Chimicamente l’Arabinogalattano è un polisaccaride altamente ramificato privo di azoto formato da uno “scheletro” di galattano con catene laterali di galattosio e arabinosio. Queste tipologie di carboidrati sono in grado di stimolare direttamente i macrofagi a produrre diverse tipologie di citochine (IL-1, IL-6, IL-10, TNF-a, INF-b2); i Linfociti B e NK e, in linea generale, l’attività del sistema immunitario. L’attività citotossica indotta dall’arabinogalattano è dovuta al rilascio di radicali liberi di ossigeno da parte dei macrofagi ed è risultata esplicarsi contro vari agenti microbici tra cui Candida albicans.

β-D-glucano da Saccharomyces cerevisiae
Il β-D-glucano è un polimero costituito da molecole di glucosio. Alcune sperimentazioni, hanno dimostrato che il suo impiego risulta essere interessante nel contrasto delle micosi recidivanti del tratto gastro-intestinale ed uro-genitale.

Crespino (Berberis vulgaris L.) cortex ex radicibus
Il Crespino è un arbusto dalle foglie caduche o persistenti, ovali, a spatola, coriacee o leggere, riunite in fasci o singole, lucenti oppure opache, di varie dimensioni, di colore dal verde vivo al porpora: presso le foglie spesso si trovano lunghe spine, sottili. I suoi fiori sono nei colori giallo più o meno chiaro, ambra, arancio, albicocca, talvolta sfumati in porpora. La fioritura del Berberis vulgaris avviene in primavera. I frutti sono bacche rotonde o oblunghe dal colore rosso corallo allo scarlatto fino al nero; appaiono di solito in autunno. Grazie alle sue potenti azioni drenanti epatiche, colecistiche, renali e cutanee, il Crespino trova un ottimo impiego terapeutico in diversi disturbi. Oltre ciò grazie ai suoi contenuti in berberina, il Berberis vulgaris, è in grado di esercitare, come dimostrato in varie sperimentazioni, una significativa azione antibatterica e antifungina, con particolare riferimento alla Candida spp.

Pau D’Arco (Tabebuia avellanedae Lorentz) cortex
Il Pau D’Arco è un enorme albero nativo del Sud America. I costituenti e gli elementi attivi di questa pianta, sono stati documentati in numerose ricerche a partire dagli anni ‘60. Il Pao D’Arco contiene una considerevole quantità di chinoidi e contenuti minori di benzenoidi e flavonoidi. Questi chinoidi hanno manifestato la maggiore attività biologica documentata e sono stati riscontrati essere i responsabili dell’efficacia della pianta come rimedio erboristico. Tra i composti più importanti presenti nel Pao D’Arco troviamo un naftochinone chiamato Lapacholo. Diver¬se sperimetazioni hanno dimostrato che il Lapacholo sia in grado di esercitare un’azione anti-ascessi, anti-carcinomica, antiedemigena, antinfiammatoria, antimalarica, antisettica, antitumorale, antivirale, battericida, funghicia, insettifuga, pesticida, protisticida, depressiva respiratoria, schistosomicida, termiticida e viricida. Anche un altro elemento, il beta-lapachone, è stato studiato attentamente per azioni simili al lapacholo (antimicrobica, antimicotica, antivirale, antitumorale, antileucemica e antinfiammatoria) con pochi effetti collaterali. Accanto alle riportate attività antitumorali e antileucemiche, il Pau D’Arco ha dimostrato azioni di ampio spettro contro numerosi disturbi causati da microorganismi. In particolare gli estratti della corteccia di questa pianta sono efficaci contro batteri, funghi e lieviti (inclusi Candida, Aspergillus, Staphylococcus, Streptococcus, Helicobacter pylori, Brucella, tubercolosi, polmonite e diversi agenti etiologici della dissenteria). Infine, il Pau D’Arco ha dimostrato in vitro proprietà antivirali contro diversi tipi di virus, inclusi l’Herpes I e II, l’influenza, la poliomelite e le stomatiti vescicolari. Anche le sue azioni antiparassitarie contro numerosi parassiti (fra cui malaria, schistosoma e tripanosoma) sono state confermate. Infine, estratti di corteccia hanno dimostrato attività antiflogistica contro una vasta gamma di infiammazioni. Il meccanismo antimicrobico del Lapacholo è basato sull’inibizione della fosforilazione ossidativa (attraverso l’inibizione dei citocromi B e C) e l’interazione con la membrana cellulare dell’agente microbico.

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